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La presenza francescana e benedettina nel Lazio

Azioni interregionali e prospettive transnazionali per la valorizzazione turistica del territorio

Dai tempi lontani della prima cristianità, valli, coste, pianure e colline del territorio europeo sono stati attraversati da “itinerari”, che in nome della fede, portavano da una regione all’altra pellegrini alla ricerca di quella spiritualità che è più facile trovare in luoghi appartati, tra angoli di natura incontaminata.

In Europa, la cultura e la scoperta del patrimonio si consolidano sempre di più e la loro integrazione costituisce una delle tendenze più diffuse del rinnovamento nel campo del turismo. Il nuovo approccio, fondato sui valori culturali locali, unito alla dimensione di un’identità europea diversificata, diventa la base di un’offerta che ha sempre più successo. Nell’era della globalizzazione domina, dunque, la nuova figura del pellegrino-turista. Un fedele curioso che desidera itinerari personalizzati, costruiti con attenzione prima della partenza. Oggi i tradizionali pullman e treni verso i luoghi di culto vengono affiancati da tragitti a piedi, in bicicletta, a cavallo o in camper. Alla luce di tutto questo, il convegno “La presenza francescana e benedettina nel Lazio. Azioni interregionali e prospettive transnazionali per la valorizzazione turistica del territorio” (ideato dall’Azienda di Promozione Turistica di Rieti) vuole promuovere uno scambio di informazioni e attivare un confronto tra storici specializzati nella storia della santità dell’ordine benedettino e degli ordini mendicanti, come quello francescano.
Tra i relatori S.Ecc. mons Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio segreto vaticano, che conserva una mole imponente di documentazione religiosa; la professoressa Sofia Boesch emerita di Storia medievale a Roma Tre e presidente dell’Associazione italiana per lo studio dei Santi, dei Culti e dell’Agiografia; il prof. Giorgio Spinelli, dell’Università “La Sapienza” di Roma, facoltà di Economia, esperto nel settore del turismo.
Un confronto tra laici e religiosi (come il priore della storica abbazia di Farfa, dom. Eugenio Gargiulo) per analizzare i “Percorsi di Fede”, questo nuovo fenomeno che lega fede e cultura, storia e tradizioni. In particolare saranno analizzate le prospettive interregionali e transnazionali per questi importanti progetti, comparandosi con quanto si sta muovendo a livello europeo all’indomani dall’elezione del “primo percorso culturale” riconosciuto dal Consiglio d’Europa, ovvero il Cammino di Santiago de Compostela. Un titolo meritato, viste le peculiarità artistiche, architettoniche e naturali che si incontrano lungo la strada.
E poichè il Cammino di Francesco (www.camminodifrancesco.it ) e la Via Benedicti (www.viabenedicti.it ) non sono da meno (pur se in un territorio più limitato e con meno chilometri di percorso), potrebbero essere i prossimi candidati per il prestigioso riconoscimento.

Progetto co-finanziato, ai sensi della legge 135/2001 art. 5 – comma 5, dalla Presidenza del consiglio dei Ministri Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.