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I cammini che fanno bene all’anima

Sulla via di San Francesco e San Benedetto: il Lazio palcoscenico per gli itinerari di fede

L’umanità di oggi trascorre la quasi totalità del tempo in auto, seduta in ufficio, davanti alla televisione.
Ecco che il “Camminare” diventa una forma di resistenza, un momento quasi rivoluzionario del viaggio, perchè non si fa prendere dal tempo ma decide di prendersi il suo tempo. O meglio: “perde tempo”. Cosa c’è di più nobile?


Il tempo si confonde nella calma di chi attraversa a passo d’uomo una dimensione costruita di emozioni e non di minuti. L’orologio del Cammino sono i luoghi, i panorami, il silenzio dei campi di grano, gli alberi secolari, i laghi e i ruscelli d’acqua. E il Cammino diventa la metafora della vita. Chi si mette in cammino sente la necessità di migliorarsi ogni giorno e sa che il cammino aiuterà ad avvicinarsi a se stessi, agli altri, a Dio. Nel cammino si vive l’esperienza dell’essenzialità. Ci si accorge della bellezza di ciò che si ha ogni giorno e si sperimenta la libertà dalle cose che non servono veramente.
Quando poi la camminata è quella sulle orme di San Francesco e San Benedetto, nelle strade del Lazio, la “perdita di tempo” diventa un’esperienza senza precedenti. Un’occasione per coniugare la ricerca di sè stessi con il bisogno di “capire” il nostro passato e le tradizioni che sono alla base della nostra cultura. E nello stesso tempo diventa il modo per coniugare la propria passione sportiva-ricreativa con l’assoluto benessere psicologico. Un modo per stare a contatto con la natura più incontaminata. CAMMINO DI FRANCESCO: IL TRACCIATO
E’ costituito da 80 km messi in rete (dall’Apt di Rieti), attraverso otto tappe principali per ricercare le tracce del Patrono d’Italia che nella Valle Reatina, detta Valle Santa, dimorò per molti anni. Luoghi che tuttora sono un teatro di un insegnamento francescano ancora vivissimo, capace di raggiungere tutti, credenti e no, con disarmante semplicità.
La Valle Santa, tra tutti i luoghi francescani, è quella più rimasta vicina allo spirito del Santo, il posto ideale per cercarne le tracce. “Laudato si’, mi Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento”: quale altro luogo, se non l’Agro Reatino, potrebbe avere ispirato questi versi? Si ritiene, infatti, che al Santuario de La Foresta, San Francesco ideò il suo Cantico delle Creature. La Foresta, a cinque chilometri da Rieti, fu uno dei siti prediletti dal Santo. Qui Francesco compie la moltiplicazione dell'uva, trasformando un magro raccolto in un'abbondante produzione di vino. Il refettorio contiene ancora la vasca nella quale il Santo avrebbe compiuto il miracolo. Gli altri santuari che costituiscono l’eredità della presenza franscesca sono: Greccio, dove nella notte di Natale del 1223 ci fu il primo Presepio della Cristianità. Fontecolombo, che può essere considerato il Sinai Francescano, dove fu stilata la Regola definitiva del suo Ordine. Poggio Bustone, luogo dal quale partì la missione di pace dei francescani. Tutti santuari immersi nei boschi, in vallati verdeggianti che sono anche un inno alla bellezza della natura. Greccio, ad esempio, si trova su di una parete rocciosa che spicca tra i lecci del ripido pendio.
Info: www.camminodifrancesco.it NOVITA’: LA VIA FRANCIGENA DI SAN FRANCESCO
E’ la novità del Cammino di Francesco: di recente è stato inserito in un progetto molto più ampio denominato “Via Francigena di San Francesco”. Attraverso un sentiero di 100 chilometri (percorribili a piedi, a cavallo e in bicicletta) collega la Valle Santa Reatina fino alla Tomba di Pietro a Roma. La Via Francigena di San Francesco, segue l'antica "Via del Sale" in prossimità di Rieti e incrocia il Cammino di Francesco. Le tappe previste per il pellegrinaggio sono: Rieti - Poggio Bustone - Poggio San Lorenzo - Ponticelli - Monterotondo - Monte Sacro, prosegue da Ponte Milvio (a Roma) lungo la pista ciclabile sul lato destro, e si conclude con la visita alla Basilica di San Pietro, sotto il cui altare centrale, poco distante dal luogo in cui sorgeva il Circo di Nerone, è stata ritrovata la Tomba di Pietro, l'apostolo a cui Gesù affidò il compito di guidare la Chiesa.
Info: www.viafrancigenadisanfrancesco.com VIA BENEDICTI: IL TRACCIATO
San Benedetto è uno dei santi più popolari e venerati, nonchè Patrono d’Europa, noto a tutti per la sua regola “ora et labora”, prega e lavora. Il clou è l’Abbazia di Farfa (poco lontano da Rieti), nel comune di Fara Sabina che in passato ha illuminato la Sabina con la potenza del suo clero e la sapienza dei suoi dottori. Un tour guidato tra i labirintici corridoi farà scoprire i due chiostri, l’agrumeto, un’antichissima cripta, appartenente al periodo Carolingio.
In tutta la Ciociaria (l’attuale provincia di Frosinone), poi, San Benedetto ha lasciato profonde testimonianze del suo messaggio. Un esempio è la Certosa di Trisulti a Collepardo (assegnata, dal 1947, alla Congregazione Cistercense della vicina abbazia di Casamari). Collocata a 825 metri di quota, alle falde dei Monti Ernici e a ridosso del Parco Nazionale d'Abruzzo, rappresenta uno di quei riferimenti ideali per chi desidera isolarsi. In una frazione del comune di Veroli, non lontano da Frosinone, sorge l’Abbazia di Casamari. Un gioiello dell’architettura gotica italiana, situata nella verde valle del torrente Amaseno. Fu fondata nel 1035 dai benedettini ma successivamente si insediarono i cistercensi. Il punto d’arrivo è Montecassino (provincia di Frosinone). Qui Benedetto dette vita, nel 529, all’Abbazia di Montecassino (www.officine.it/montecassino), a circa un chilometro e mezzo dall’abitato di Cassino, riadattandola sulle basi dell’acropoli pagana dell’antica Casinum. E’ quella che si può considerare la Casa Madre dei Benedettini. Qui nacque la Regola benedettina con le sue esigenze di ordine, di sapiente equilibrio fra preghiera e lavoro, che fu seguita in tutti i monasteri europei.
Info: www.viabenedicti.it

Progetto co-finanziato, ai sensi della legge 135/2001 art. 5 – comma 5, dalla Presidenza del consiglio dei Ministri Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.