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Conferenza stampa a Roma

Lunedì 18 giugno alle ore 13, presso la sala convegni Horti Sallustiani (Aula Adrianea), è stato presentato il progetto Cammini di Fede, alla presenza dei rappresentanti istituzionali delle regioni Lazio e Umbria, nonché dell'ente attuatore APT Rieti e dei referenti religiosi degli ordini francescani e benedettini.

Cammino di Francesco e Via Benedicti:
il recupero degli antichi tracciati sulle orme del Patrono d’Italia e del Patrono d’Europa
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Recupero degli antichi tracciati: così nascono il Cammino di Francesco e la Via Benedicti, per “camminare” sulle strade di san Francesco e san Benedetto tra Lazio e Umbria. I “Cammini di Fede” (da un’idea dell’Azienda di Promozione Turistica di Rieti), costituiscono un’unica proposta spirituale, turistica e culturale partendo da due figure fondamentali per lo sviluppo del Cristianesimo - san Francesco, Santo Patrono d’Italia, e san Benedetto, Patrono d’Europa - dove natura, arte e religiosità s’incontrano.
Dalla pianura alla montagna, dalla storia all’arte, dal silenzio alle voci del passato: ci sono spunti per tutti. Non ha importanza che si sia credenti o meno: vale la pena seguire questi percorsi per la pace che sanno infondere allo spirito e per l’approccio insolito a gente e paesaggi, per vivere così una nuova dimensione di viaggio.
I Cammini di Fede sono composti attualmente da questi due percorsi che si fondono entrambi nei paesaggi, nella storia e nelle emozioni, senza mai perdere, però, le proprie identità.
Il Cammino di Francesco (www.camminodifrancesco.it ) - da fare a piedi, o anche a cavallo o in mountain bike - è ispirato ai luoghi che san Francesco D’Assisi toccò in una delle stagioni più intense della sua breve vita (dal 1223 all’aprile del 1226, pochi mesi prima della morte) e si sviluppa in 10 tappe. Parte da Assisi (città natale del Santo, con l’Eremo delle Carceri), passa poi per la Valle Santa di Rieti con i Santuari che costituiscono l’eredità della presenza del “Poverello” e che situati sulle colline agli angoli della valle, formano una croce ideale: Greccio (dove ci fu la prima rievocazione del Presepe), La Foresta (si dice che qui san Francesco scrisse il Cantico delle Creature), Poggio Bustone (luogo dal quale partì la missione di pace dei francescani) e Fontecolombo (dove fu stilata la Regola definitiva dell’Ordine).
Ogni passo è un’immersione in sconfinate distese di prati e boschi con alberi secolari accarezzati dal vento, in un paesaggio che non sembra cambiato da quando san Francesco ne rimase affascinato. Ogni tappa è anche un incontro con la gastronomia: dalle carni agli insaccati, dai formaggi ai vini. Prodotti eccellenti, molti dei quali, si avvalgono dei prestigiosi marchi di Doc, Docg, Dop e Igp. Da Rieti, infine, si arriva a Roma con la Chiesa di San Francesco a Ripa, dove san Francesco definì il suo rapporto con la curia romana.
La Via Benedicti (www.viabenedicti.it ), parte da Norcia (luogo della nascita di san Benedetto intorno al 480 d.C., poco oltre la porta principale, detta Romana, vi è piazza, una statua e una chiesa del ‘300, tutte dedicate al Santo), tocca Subiaco (in cui si ritirò in una grotta, iniziando la vita da eremita, con il Monastero del Sacro Speco, a 640 metri, aggrappato alle pendici del monte Taleo, all’interno del Parco Regionale dei Monti Simbruini e il monastero di Santa Scolastica con la sua bella torre Campanaria), attraversa la Sabina (con l’Abbazia di Farfa, poco lontano da Rieti), nel comune di Fara Sabina, fa tappa a Roma (l’Abbazia di San Paolo fuori le mura, la più grande delle quattro basiliche cattoliche della capitale dopo San Pietro) e nella valle dell’Aniene e si conclude a Montecassino (provincia di Frosinone). Qui Benedetto dette vita. nel 529, all’Abbazia di Montecassino (www.officine.it/montecassino ), a circa un chilometro e mezzo dall’abitato di Cassino, riadattandola sulle basi dell’acropoli pagana dell’antica Casinum. E’ quella che si può considerare la Casa Madre dei Benedettini (completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruita). Qui nacque la Regola benedettina con le sue esigenze di ordine, di sapiente equilibrio fra preghiera e lavoro, che fu seguita in tutti i monasteri europei. Si entra nel chiostro d’ingresso e subito si percepisce un particolare magnetismo che riempe il cuore di vitalità: l’attenzione è attratta dal gruppo bronzeo, al centro del giardino, raffigurante san Benedetto nel momento della morte: “in piedi sorretto da alcuni monaci” (opera dello scultore Selva del 1952 e dono del cancelliere tedesco Adenauer). Il Chiostro del Bramante colpisce per la sua grandezza: è largo 30 metri e lungo 40 metri, compresa la gradinata che lo unisce all’antiportico del chiostro superiore. Dalla balconata lo sguardo spazia sulla splendida vallata del Liri e, all’orizzonte, sui monti Ausoni. Siamo in Ciociaria (l’attuale provincia di Frosinone) dove il messaggio di san Benedetto ha lasciato ampie testimonianze ritrovabili in Monasteri, Abbadie, Grotte. Info:
Sede dell’Azienda di Promozione Turistica
della Provincia di Rieti
Via Cintia, 87
tel. +39 0746 201146 oppure 0746 201147
www.apt.rieti.it

Progetto co-finanziato, ai sensi della legge 135/2001 art. 5 – comma 5, dalla Presidenza del consiglio dei Ministri Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.